Recensione Black Shark Green Ghost: il massimo al giusto prezzo

La ricca confezione di Black Shark Green Ghost non ha nulla da invidiare ai migliori modelli sul mercato. Oltre al controller, include una base di ricarica, il ricevitore, due paia di analogici intercambiabili, un D-Pad aggiuntivo, un manuale ed un cavo USB-C/USB-A.

Larghezza: 15,6 cm
Altezza: 10,4 cm
Profondità: 6,6 cm
Peso: 250 g
Connettività: cablata, dongle USB (2,4 GHz), Bluetooth
Porte: USB-C, Jack audio (3,5 mm)
Cavo: 3 metri (da USB-C a USB-A)
Autonomia: Circa 10 ore (1.000 mAh)
Compatibilità: PC, Nintendo Switch, Android, iOS

Black Shark Green Ghost è un controller wireless dal design estremamente simile a quello di Xbox, dotato di doppia connettività, sia Bluetooth, sia wireless tramite il ricevitore 2,4 GHz incluso nel pacchetto. Dispone però di qualche tocco di classe che lo distingue dal solito: anzitutto gli anelli che circondano gli analogici, gli unici accenni di colore in una scocca altrimenti totalmente nera, e poi per l’illuminazione RGB molto particolare, delle sferzate luminose poco sotto i tasti dorsali, sempre sul fronte.

Il feeling dei pulsanti è appena più duro dei tasti Xbox, mentre gli analogici ALPS godono dell’effetto Hall presente anche sui grilletti, che sono pure zigrinati: questi ultimi, poi, possono essere personalizzati meccanicamente proprio come ROG Raikiri Pro e Turtle Beach Stealth Ultra, scegliendo tra modalità grilletto o pulsante semplicemente spingendo le levette posteriori verso l’alto o il basso, così da ridurre o aumentare la corsa.

Come già anticipato in apertura, la personalizzazione meccanica prevede anche il cambio di D-Pad e di stick analogici, ma su questo aspetto ci soffermeremo a breve. Vi basti sapere che la qualità costruttiva è di buon livello, presenta una scocca liscia al tatto sul fronte, con del materiale zigrinato sul retro, ottimo per l’aderenza e l’eventuale sudorazione.

Oltre al layout di pulsanti di Xbox, il controller dispone poi di tutta una serie di tasti aggiuntivi: accanto all’analogico destro ce n’è uno per il cambio dell’illuminazione RGB, sul retro ne troviamo due extra personalizzabili, dove poi andranno a poggiare i medi, e addirittura altri due tra i grilletti. A condire il tutto, nella parte bassa, vi è una sfilza di quattro bottoni funzione, dei quali vi parlerò a momenti.

Chiudono il cerchio l’ingresso USB-C e il jack da 3,5 mm per le cuffie, mentre sul retro vi è il supporto per la ricarica attraverso la base, che anch’essa brilla grazie all’illuminazione RGB.

Le funzionalità di Black Shark Green Ghost sono molteplici, considerando le varie modalità di personalizzazione presenti. È però vitale studiare il manuale per capire quantomeno le funzioni dei pulsanti aggiuntivi, perché non è affatto chiara. In particolare, utilizzando i tasti extra, potrete effettuare tutta una serie di opzioni alla stessa stregua del GuliKit King Kong 2 Pro, che rimane tutt’oggi uno dei nostri controller preferiti.

Il pulsante FN, insieme ai quattro bottoni, consente, ad esempio, di impostare le macro: potete creare una combinazione di due tasti per sparo e salto, per fare in modo che entrambi gli input siano attivati nello stesso momento non appena si tocca uno dei tasti funzione M1, M2, M3 o M4. Non permette però le macro con pressione prolungata, impostabili solo via app: se volete ad esempio mirare e sparare con un solo tasto negli FPS, e mantenere il comando, dovrete necessariamente passare dall’app.

Potrete però modificare elementi come l’intensità della vibrazione, il colore della luminosità, il volume del gioco e non solo, oltre alla modalità stessa, a scelta tra PC/Android/iOS o Switch. Il tutto risulta decisamente più comodo con l’applicazione dedicata per Android, scaricabile sul sito ufficiale, per mezzo della quale è possibile regolare più in profondità ogni parametro. 

Purtroppo, nel momento in cui battiamo queste parole, l’app soffre di un problema molto fastidioso: se impostata in lingua italiana, non riesce ad accoppiarsi con lo smartphone per un bug, che abbiamo prontamente segnalato a Black Shark, e che ci ha detto sia in fase di risoluzione. Dovrete impostare la lingua inglese del dispositivo, da sistema, per poterla usare. Tolto questo cavillo, l’interfaccia risulta sin da subito chiara e consente una rapida navigazione tra le varie impostazioni senza dover ricordarsi delle combinazioni di tasti, agendo pure con maggiore precisione.

Piccola chicca: sebbene la compatibilità sia solo per PC, Android, iOS e Nintendo Switch, con un piccolo trucchetto lo si può utilizzare anche sulle console della famiglia Xbox, sebbene vi sia un compromesso. Nel dettaglio, dopo aver inserito il ricevitore su Xbox, dovrete collegare l’estremità USB-A al ricevitore stesso e quella USB-C ad un controller Xbox, così da poter utilizzare il Black Shark Green Ghost sulla console. Insomma, una soluzione arzigogolata e che di fatto non vi consente di poter usare due gamepad simultaneamente, ma, come dice un saggio, meglio un’opzione in più, che una in meno, anche perché non è in alcun modo pubblicizzata sul manuale.

Una lieve durezza, nell’accezione positiva del termine, è ciò che contraddistingue l’esperienza d’uso del Black Shark Green Ghost, quantomeno rispetto ad un controller Xbox. Gli analogici sono più ruvidi, caratterizzati da un’ottima aderenza, mentre i pulsanti e i grilletti, appunto, risultano appena più duri. 

Ottimo il feeling del D-Pad, il quale può essere personalizzato con due moduli differenti, uno con le frecce indipendenti, l’altro – che ho preferito – è invece un pezzo unico. Se lo desiderate, poi, potete modificare l’altezza delle levette analogiche sfilando quelle di default, le quali sono pressoché identiche a quelle standard Xbox.

Mi sono piaciuti anche i pulsanti aggiuntivi: non solo la posizione è indovinata, ma risulta pure difficile premerli per sbaglio, data la giusta durezza alla quale facevo riferimento. Sia chiaro, nel caso non dobbiate mai utilizzarli, sarebbero più un impedimento che altro, quindi vale lo stesso discorso fatto per altri gamepad: questi modelli vanno acquistati sempre nell’ottica in cui si desiderano questi bottoni in più.

Nonostante il controller strizzi l’occhio all’ambiente competitivo, con il suo 1.000 Hz di Polling Rate in prima posizione nel materiale promozionale, in realtà fa la sua bella figura anche nei suoi giochi in singolo giocatore data la piacevolezza e la comodità di utilizzo. In generale le prestazioni sono solidissime con il ricevitore wireless, mentre in Bluetooth su PC ho notato più input-lag del previsto, ma su Nintendo Switch è tutto perfetto.

Black Shark Green Ghost ha una batteria interna non removibile da 1.000 mAh ricaricabile sia tramite cavo USB-C, sia poggiandolo sulla base di ricarica, che a sua volta integra anche un ingresso USB in cui inserire il ricevitore, così da non occupare una seconda porta.

Non vi è un autonomia dichiarata, ma durante i nostri test, con tutte le funzioni attivate, la durata si aggira intorno alle 10 ore di utilizzo continuato. Insomma, una autonomia non stupefacente, ma certamente più che sufficiente.

Black Shark Green Ghost è disponibile al prezzo di 99 dollari, che sono circa 93€ al cambio attuale. Lo si può acquistare solo tramite il sito ufficiale a questo link, unico canale disponibile da cui poterlo ordinare per l’Italia, che offre anche la spedizione gratuita. Il costo è giusto rispetto a ciò che effettivamente offre rispetto ad altri esponenti.

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