Abbiamo provato Humane AI Pin, la spilla smart del futuro con proiettore laser

Se seguite il mondo della tecnologia avrete quasi sicuramente sentito parlare di Humane AI Pin, quella che in articoli delle scorse settimane abbiamo definito la spilla del futuro. Si tratta di un progetto estremamente ambizioso che sta per concretizzarsi sul mercato statunitense. L’idea è quella di sostituire lo smartphone con un dispositivo indossabile, una sorta di mini-comunicatore magnetico da agganciare ai vestiti in perfetto stile Star Trek.

Ma come si fa a sostituire uno smartphone se non si ha uno schermo con cui interagire? Per prima cosa ci si appoggia ai comandi vocali, ovviamente con il supporto dell’intelligenza artificiale. E poi c’è il proiettore laser! Sì, Humane AI Pin integra un laser che proietta sulla vostra mano informazioni essenziali, come la trascrizione di quanto detto dall’assistente vocale, indicazioni su ciò che c’è nei dintorni e altri dati base.

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Tutto molto bello nella teoria, ma Humane AI Pin è davvero vicino alla commercializzazione? E funziona davvero? Sì e sì. Qui al MWC di Barcellona abbiamo trovato tra gli ospiti dello stand di Qualcomm anche i responsabili dell’ambizioso progetto. E più che di progetto oramai si può parlare di prodotto fatto e finito. Non solo abbiamo assistito a demo esaustive della spilla, ma l’abbiamo anche indossata e provata con mano!

L’idea di fondo non è solo quella di sostituire lo smartphone, ma anche quella di abbattere le barriere fra le persone e con gli ambienti sconosciuti. Humane AI Pin, seppur con un po’ di “latenza da elaborazione”, è un ottimo interprete. Durante le demo abbiamo dialogato con i responsabili dell’azienda in inglese e in italiano, con la spilla smart che faceva da tramite traducendo prima in italiano dall’inglese e poi l’opposto. E non funziona solo con lingue “semplici”: una delle responsabili ci diceva di averla usata molto per dialogare in cinese con tanti visitatori della fiera. Perché abbiamo citato anche gli ambienti? Humane AI Pin localizza la vostra posizione, fornendovi consigli utili su cosa fare e su dove andare non solo in base alla città, ma anche in base al quartiere specifico dove vi trovate. E a prescindere da quello che state facendo, che sia dialogare in altre lingue, riprodurre musica, navigare verso location e simili, tutte le ricerche e le elaborazioni che fa Humane AI Pin sono contestuali. Per questo si parla di intelligenza artificiale: i comandi vocali che gli date aiutano, ma comunque la spilla restituisce risultati basati anche sul contesto, raccogliendo ed elaborando dati via via che ci parlate.

Come fa a funzionare a livello hardware? Il fatto che fossero ospiti dello stand Qualcomm fa intuire che dentro la spilla batte un cuore Snapdragon. I responsabili del dispositivo non si sono sbottonati a riguardo del SoC presente al suo interno, ma quando abbiamo nominato gli Snapdragon Wear c’è stato un mezzo sorriso che ci ha più o meno confermato la loro presenza a bordo. Per quanto riguarda la connettività, a bordo c’è anche una eSIM che si occupa di internet e chiamate. E questo si riflette sui costi: oltre al prezzo del dispositivo, che negli Stati Uniti ammonta a 699$, c’è anche un abbonamento mensile da circa 30$ proprio per pagare l’abbonamento all’operatore.

Nel caso avessimo stuzzicato il vostro interesse vi consigliamo di dare un’occhiata al video in apertura, dove vi mostriamo in azione tante delle funzionalità del dispositivo e il nostro hands-on.

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